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Rapporto sulla condizione giovanile in Lombardia 2024

Il Rapporto sulla condizione giovanile in Lombardia 2024 analizza la condizione dei giovani lombardi con dati aggiornati ai più recenti disponibili.

Negli ultimi anni, la popolazione giovanile ha affrontato un contesto segnato da profonde trasformazioni. La pandemia da Covid-19 ha accelerato fragilità già esistenti nei sistemi educativi, nel lavoro e nella partecipazione sociale, portando a una crescente percezione di instabilità. A ciò si sono aggiunte crisi globali – guerre, emergenza climatica e innovazioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale – che ridefiniscono le regole del vivere quotidiano.

In questo scenario incerto, è fondamentale rafforzare le competenze personali e collettive per affrontare il cambiamento.

La scuola, in particolare, ha subito un duro colpo durante la pandemia: si sono registrate perdite di apprendimento, specialmente in matematica e italiano. Tuttavia, si è anche osservato un calo della dispersione scolastica, con il tasso nazionale sceso dal 17,3% al 13,7% (2019-2023); in
Lombardia il dato è più contenuto (7,8%), anche se resta alto per i maschi (10,8%).

L’istruzione terziaria mostra segnali di miglioramento, ma l’Italia resta sotto la media UE: solo il 30,6% dei giovani tra i 30 e 34 anni possiede una laurea, ben lontano dal target UE del 45% entro il 2030. In Lombardia la percentuale è sotto il 35%, distante dalle regioni europee più avanzate.
Persiste inoltre un forte divario di genere nelle discipline STEM, dove le donne sono ancora sottorappresentate.

Nonostante le criticità, la Lombardia si conferma un importante polo formativo, con un'elevata concentrazione di studenti nelle scuole secondarie e nei percorsi professionali.

Il mercato del lavoro giovanile mostra segnali di ripresa post-pandemia, con l’aumento dell’occupazione e la diminuzione dei NEET. Tuttavia, il divario rispetto alla media europea rimane elevato.
Le politiche attive devono concentrarsi sulle fasce più vulnerabili: giovani con bassa scolarizzazione e scarso supporto familiare, che rischiano una marginalizzazione cronica.

La condizione socioeconomica familiare incide fortemente sul successo educativo e professionale, come confermato da ricerche nazionali e internazionali. Chi proviene da contesti svantaggiati sperimenta maggior precarietà, bassi salari e minori opportunità di carriera. Anche la soddisfazione lavorativa è influenzata dal background socioeconomico: i giovani di famiglie più benestanti si dichiarano generalmente più soddisfatti. Inoltre, fenomeni come la trasmissione intergenerazionale delle disuguaglianze e la mancanza di mobilità sociale ostacolano lo sviluppo del potenziale innovativo del Paese. 

L’autonomia abitativa è un'altra criticità: nel 2024, oltre il 50% dei giovani lombardi (16-34 anni) vive ancora con i genitori, soprattutto a causa dell’elevato costo della vita nelle città.
Anche il desiderio di lasciare la casa familiare è in calo (dal 39% al 30% in un anno), segno di rassegnazione economica. Lo stesso vale per la natalità: sebbene il desiderio medio sia di due figli, le aspettative si fermano a 1,6, riflettendo insicurezze economiche e lavorative. I giovani di contesti agiati mostrano una maggiore capacità di realizzare i propri progetti familiari.

Il benessere soggettivo è in calo, soprattutto tra i 20-25enni, anche se è aumentata la consapevolezza sull'importanza della salute mentale. Cambiano anche le relazioni sociali: meno incontri quotidiani con gli amici, ma più interazioni settimanali.
Cresce l’uso dei social media per informarsi e partecipare alla vita pubblica, mentre calano le attività culturali e sportive, richiedendo strategie per promuovere stili di vita attivi.

Il quadro generale è complesso ma non privo di segnali positivi: il calo dell’abbandono scolastico, la ripresa occupazionale e l’attenzione alla salute mentale sono progressi importanti. Tuttavia, le disuguaglianze restano marcate. Servono politiche inclusive e lungimiranti, capaci di favorire formazione continua, stabilità lavorativa e autonomia giovanile. Sostenere i giovani non significa solo proteggerli dalle crisi, ma permettere loro di affrontare il futuro con resilienza e consapevolezza. Garantire pari accesso all’istruzione, al lavoro, alla casa e alla genitorialità è essenziale per costruire una società
coesa, dinamica e orientata al futuro.

In allegato il testo del Rapporto finale e alcune schede tematiche (Card) con esposizione dettagliata e grafica di alcuni ambiti di ricerca.

VIDEO di presentazione e sintesi "La condizione giovanile in Lombardia 2024".



Regione Lombardia - Direzione centrale Programmazione e relazioni esterne UO – Sport e giovani
Dirigente di Funzione Specialistica: Simone Rasetti
Dirigente responsabile: Paolo Cottini

PoliS-Lombardia - Struttura Ricerca Economica, Sociale e Territoriale
Dirigente di riferimento: Raffaello Vignali
Project Leader: Federico Rappelli / Sara Maiorino
Gruppo di ricerca: Federico Rappelli, Sara Maiorino, PoliS-Lombardia - Alessandro Rosina (Responsabile scientifico), Francesca Luppi e Samuele Poy, Laboratorio Statistica applicata alle decisioni economico-aziendali - Mauro Migliavacca, Adriano Ellena, Istituto Toniolo

Committente: Regione Lombardia - Direzione centrale Programmazione e relazioni esterne UO – Sport e giovani
Dati di pubblicazione: Rapporto finale, 2025
Codice PoliS-Lombardia: 221317OSS

Rapporto sulla condizione giovanile in Lombardia 2024

Documento PDF - 3,95 MB

Card 1 - Istruzione

Documento PDF - 292 KB

Card 2- Lavoro

Documento PDF - 297 KB

Card 3 - Condizione abitativa e famigliare

Documento PDF - 297 KB

Card 4 - Benessere e inclusione sociale

Documento PDF - 309 KB

Card 5 - Sport

Documento PDF - 274 KB